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Dov’è la svolta? Né a destra né a sinistra.

L’ascesa di molti movimenti esterni alla politica è una chiara espressione della sfiducia dei cittadini europei verso i propri governanti.


Tutto procedeva normalmente. Tutti lavoravano come prima, le imprese producevano e i bar e i ristoranti erano pieni. Le attività economiche continuavano ai loro livelli, apparentemente molto solide. Invece improvvisamente tutto crollò. Ci dissero che eravamo precipitati in una grande crisi, che eravamo pieni di debiti e che tutti ci dovevamo sacrificare pagando più tasse. Ma se tutto procedeva normalmente, da dove vengono questi debiti? I governi dei paesi occidentali rispondono che la colpa fu di certi grandi banchieri e assicuratori che specularono e giocarono col denaro, sperperandone un’infinità. Dunque, se così stanno le cose, saranno queste persone a pagare, no? No. I governi affermano che le grandi banche non possono fallire, altrimenti crollerebbe l’intero sistema; quindi chi ha sperperato e RUBATO non pagherà mai per i suoi misfatti, anzi, le banche indebitate vengono salvate col denaro pubblico, con le tasse delle persone oneste che han sempre lavorato e mai rubato.


Nel 2013 i cittadini europei stanno pagando il prezzo di una grande crisi economica di cui non sono responsabili e quindi sentono una forte ingiustizia nella politica: i governi non hanno punito i colpevoli, non hanno fatto rispettare le regole del gioco, hanno solo protetto i potenti. Traditi, delusi e abbandonati, i lavoratori onesti sono carichi di risentimento e desiderano un grande cambiamento, una vera svolta. A chi affidarsi, quindi? Alcuni pensano alla sinistra, con la speranza che faccia leggi sociali per aiutare i più poveri; altri, invece, confidano che la destra liberista saprebbe far rifiorire l’economia; altri ancora credono nell’estrema destra, che col suo rigore possa colpire i disonesti. È così, la gente affida il proprio futuro ai diversi partiti politici in base alle proprie idee, secondo la propria visione del mondo, oltre che, a volte, per tradizione familiare. Ma è lecito aspettarsi che una svolta a destra o a sinistra metta a posto le cose? L’esperienza sembra insegnare il contrario.


Nel gestire questa crisi i diversi governi d’Europa e Stati Uniti hanno mantenuto linee molto simili, indipendentemente dal partito di maggioranza: di destra o di sinistra che fossero, tutti gli stati europei hanno salvato le banche, non hanno punito i banchieri e non gli hanno nemmeno espropriato un patrimonio accumulato illegalmente, hanno invece tassato i cittadini onesti e tagliato i fondi a istruzione e sanità pubbliche per coprire i debiti dei truffatori. Ora in Italia, né il governo né gli altri partiti, nessuno parla di punire i colpevoli. C’è chi dice che toglierà qualche tassa. E dove prenderà il denaro per poterlo fare? Se non si puniscono i colpevoli, l’unico modo per recuperare fondi è tagliare ulteriormente sanità e istruzione, oppure introdurre tasse diverse. Nessun politico ha intenzione di scontrarsi coi grandi banchieri e imprenditori; in un modo o nell’altro, il peso graverà sempre sui cittadini onesti.


In TV i politici si attaccano ferocemente, si insultano, si infervorano, si accusano e si disprezzano come veri nemici. Invece quando in parlamento si vota una legge per aumentare i loro stessi stipendi, sono tutti presenti e la votano all’unanimità. Sono tutti d’accordo. Lo stipendio dei politici italiani ha raggiunto ormai vette da capogiro, è il più alto d’Europa! Sono tutti d’accordo di continuare a sfruttare le cariche pubbliche per arricchirsi: nessuno abolisce le auto blu, gli yacht e i jet privati. I sacrifici per riprendersi dalla crisi li fanno fare solo ai cittadini. Non c’è nessun contrasto tra politici in questi casi e neanche quando devono proteggere un banchiere o un grande imprenditore. Da anni immemori destra e sinistra smantellano lo stato assistenziale, privano i cittadini dei loro diritti, come scuole e ospedali di qualità, e infliggono loro tasse sempre più assurde e pesanti. Così quelle battaglie verbali tra politici che vediamo in TV, gli attacchi e gli insulti, hanno tutta l’aria di una messa in scena, una guerra falsa per coprire i comuni interessi. I cittadini si aspettano che destra e sinistra si scontrino, che mettano in campo le loro opposte ideologie, ma questo non succede più. La loro posizione di potere li ha portati a sfruttare le cariche pubbliche a proprio favore, unendosi ai potenti imprenditori per difendere i reciproci interessi, alla faccia della giustizia e delle regole del capitalismo. In un mondo giusto i banchieri in fallimento pagherebbero per i loro errori; in questo mondo no.


Per cambiare direzione, sinistra e destra non sono la soluzione: portano alla stessa destinazione, il dominio dei potenti.

Per cambiare direzione, sinistra e destra non sono la soluzione: portano alla stessa destinazione, la dittatura dei potenti.


La battaglia fra sinistra e destra al governo è diventata falsa. Ormai esiste solo tra i cittadini che credono nelle ideologie che esse rappresentano. I politici, invece, usano queste ideologie come scudo dietro cui occultare le loro malefatte. In Italia il sistema prevede che i cittadini votino i simboli dei partiti. Non si vota neanche più per le persone, ma solo per i simboli. Così i cittadini perdono controllo sui loro rappresentanti, che non votano direttamente. Ma a questo punto, se la battaglia politica fra destra e sinistra è diventata falsa, che senso ha che i cittadini continuino a portare avanti questa lotta? Cittadini onesti di destra contro cittadini onesti di sinistra… Che battaglia stupida! Forse la vera lotta dovrebbe essere tra tutti i cittadini onesti e i politici che li stanno derubando e prendendo in giro. In fondo noi cittadini, anche se abbiamo idee diverse, siamo tutti d’accordo su una cosa: vogliamo onestà e giustizia. Il vero nemico non è il cittadino di destra o quello di sinistra; il vero nemico è chi ruba a tutti, chi abusa del proprio potere per far quel che vuole.


In un quadro del genere, si può veramente sperare che una svolta a destra o a sinistra risolva le cose? Pare proprio di no. Entrambe sono parte del sistema di potere, entrambe hanno escluso i cittadini dalle decisioni pubbliche, imponendo la loro volontà e i loro interessi. Che fare dunque? Il senso di impotenza può facilmente portare alla resa. Moltissime persone, sempre più disgustate dalla politica, hanno smesso di votare. Ma i politici non desiderano altro che questo, che i cittadini rinuncino al loro potere decisionale per poter far liberamente i propri comodi. Ma negli ultimi anni in Europa si sta diffondendo anche una tendenza opposta a questa. Invece di rinunciare alla politica, molti reclamano la necessità che i cittadini tornino ad avere potere decisionale sull’amministrazione pubblica. Se questa è una democrazia, abbiamo tutti il diritto di esprimere la nostra opinione, di decidere e incidere sul futuro del nostro paese. È evidente, però, che se l’unico diritto che abbiamo è di scegliere fra partiti politici che ci derubano, il potere decisionale dei cittadini scompare.


I movimenti di protesta che si stanno sviluppando in Europa nascono con l’idea che tutti gli abitanti devono poter decidere, esprimendo la loro opinione. In Spagna, per esempio, il movimento 15M afferma che la politica deve essere al servizio del cittadino, non derubarlo. Si afferma che tecnologie come internet permetterebbero il voto da casa se sfruttate al meglio. Con questo grande strumento si potrebbe estendere enormemente l’uso del referendum, senza le spese dei seggi. Tutti i cittadini potrebbero votare e decidere direttamente dell’amministrazione pubblica. Un altro punto fondamentale di questi movimenti è la richiesta di trasparenza ai governanti: istituire forme di controllo, per verificare che le promesse delle campagne elettorali vengano mantenute, per vedere come viene investito il denaro delle tasse, per vedere quali leggi vengono discusse. Per permettere ai cittadini di partecipare alla politica e di controllare i governanti. Questi movimenti mirano ad abolire i privilegi dei politici come le auto blu e di equipararne gli stipendi alla media nazionale: in questo modo la carriera politica non verrebbe più intrapresa da chi vuole arricchirsi, ma da chi crede veramente di poter aiutare il paese.


Nel 2013 appare chiaro che un grande cambio non lo porterà né la destra né la sinistra. Non ha senso cercare la svolta all’interno della piramide del potere. I cittadini stanno lottando per recuperare il diritto decisionale che gli è stato vilmente sottratto. Lottano per recuperare il diritto ad amministrare il paese. Lottano per il rispetto delle regole, la giustizia, l’equità che viene troppo spesso calpestata. Il successo straordinario di movimenti come il 15M in Spagna o come il Movimento 5 Stelle in Italia sono un segno importante del fatto che i cittadini stanno cercando di recuperare il timone di una nave che qualche pirata gli ha scaltramente usurpato. La svolta non è nel corrotto sistema politico, ma fuori di esso, nei cittadini onesti. Che siano essi a governare! Come vuole la democrazia.

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