search
top

Filosofia

Fin dagli albori della storia, in ogni periodo e civiltà, l’essere umano ha sempre sentito la necessità di concepire il divino. Mille forme ha preso quest’idea, dal totem che rappresenta un animale simbolo al dio sanguinante sulla croce, passando per gli dèi ed eroi dell’età classica. Anche se i concetti divini sono stati e sono molto diversi fra loro, ciò che li accomuna è la credenza in qualcosa di magico, di superiore, di stupefacente, al punto che gli uomini a esso si inchinano per adorarlo. Nel mondo moderno, figlio del razionalismo ottocentesco, molti dicono che, in forma più accentuata per le religioni antiche, gli dèi venissero chiamati in causa per giustificare fenomeni altrimenti inspiegabili, fenomeni ai quali la mente umana non sapeva dare una risposta. Eventi naturali come il terrificante fulmine o le mareggiate imponenti entrarono a far parte dei regni di Zeus e Poseidone, così come i sentimenti più irrazionali come l’amore, che nell’antica Grecia veniva scoccato come freccia d’oro dal dio alato Eros. I sostenitori di questa fin qui condivisibile teoria, proseguono spesso affermando che la scienza nei secoli è andata spiegando fenomeni un tempo sfuggenti, inglobandoli così nel mondo del conosciuto e del razionale; più azzardatamente concludono che la scienza è quindi l’unica sede della conoscenza e che la religione altro non è che un sentimento romantico, privo di fondamento.

Sento di dissociarmi fortemente da questa cieca visione delle cose. La scienza a oggi non è arrivata a spiegare tutto. Molto resta ancora avvolto nel mistero, per esempio proprio l’amore che fa perdere la ragione, come anche vastissime aree della psicologia umana, oltre che parecchi quesiti cruciali che riguardano per esempio i limiti estremi dell’universo e del tempo, concetti assurdi per la mente umana; tutto fa pensare che non sia facile rispondere con i numeri e la rigorosità della scienza a questo tipo di domande. Ma ammettiamo anche che invece, contro ogni pronostico, la scienza umana raggiunga un giorno la perfezione e riesca a spiegare tutto: una volta che ogni singolo oggetto e fenomeno del mondo trovasse una sua spiegazione logica, smetteremmo di sentire la necessità di credere nella divinità? La mia personale risposta a questa domanda è: no. No, perché aver scoperto che il fulmine è causato dallo scontro fra nuvole non ha diminuito in me l’ammirazione piena di rispetto che nutro per questo meraviglioso e terribile fenomeno; sapere che il mare è H²O + sale, non mi ha fatto smettere di sedermi per ore sul bagnasciuga contemplando la sua incredibile bellezza; quando un lontanissimo giorno arrivassimo a spiegare persino cosa fa scoccare la scintilla dell’amore, ciononostante all’onnipotente Eros sempre dovremo inchinarci, inevitabilmente travolti dalla sua forza irrazionale.

La meraviglia verso il mondo non scomparirà quando ogni suo elemento venisse incasellato perfettamente tra rigorose leggi fisiche, perchè lo stupore e l’ammirazione non scaturiscono solo dal mistero e dall’incomprensibile, ma anzi, la conoscenza del mondo lo rende forse ancora più affascinante e degno di venerazione. Quando l’uomo scoprì che le piante vivono attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana, sapere che questi esseri viventi trasformano la luce in vita lo stupì enormemente, rendendo ancor più chiaro e palese come i vegetali siano una diretta manifestazione divina. Le piante, tanto quanto tutto ciò che esiste nel mondo, partecipano della natura divina, in quanto la loro esistenza potrà essere spiegata, ma non potrà mai essere motivata. Potremo spiegare un fenomeno in relazione ad altri o alle leggi matematiche che segue, ma non potremo mai capire perché questo mondo abbia deciso di esistere e di essere così come lo conosciamo. L’anno zero dell’universo, il grande inizio di tutto, è qualcosa che sfugge alla mente umana. Le religioni del mondo l’hanno spiegato con la creazione da parte di un dio personale esterno o come l’autocreazione dal caos primigenio, evoluto in un mondo ordinato. La nascita del mondo e della vita e la loro esistenza sono di per sé ciò che viene considerato divino. Decorato e ornato in molti modi, quello che viene venerato dalle religioni è in realtà proprio il mondo e con esso la vita e l’essere umano. Non occorre cercare nella metafisica e nell’irrazionale, ciò che veneriamo siamo noi stessi e il nostro mondo, perché noi del Pianeta Terra, umani, animali, piante, fiumi, monti e mari, tutti insieme, siamo la meraviglia, il sorprendente miracolo.

L’uomo ha sentito fin dagli albori della storia un forte sentimento di meraviglia e stupore per se stesso, la società umana, l’arte, i sentimenti, il mondo animale, vegetale e dei fenomeni naturali. Tutto questo è sempre stato degno di essere considerato magico, stupefacente, divino. La scienza nei secoli ha poi confermato questo sentimento istintivo con dati matematici, svelando che il Pianeta Terra è un miracoloso caso di coincidenza di tantissimi fattori necessari all’esistenza del nostro mondo: è alla giusta distanza dal Sole, per non bruciarsi né congelarsi, è formato da materiali fertili come la terra, che ha un cuore caldo che la mantiene alla giusta temperatura; è coperto per circa il 70% d’acqua, elemento fondamentale per la vita; la sua atmosfera è composta di gas indispensabili, tra cui soprattutto l’ossigeno, che oltre a permettere la respirazione di piante e animali, in forma di ozono ha creato uno strato che protegge le forme di vita da molti raggi dannosi del sole, lasciando passare quelli utili; gli elementi che costituiscono la base della vita, tra cui soprattutto il carbonio, erano presenti nelle giuste quantità quando tempeste e piogge di asteroidi li caricarono di energia, dando vita al protozoo (dal greco πρῶτος “primo” e ζῷον “essere vivente”). Questo mondo è un vero e proprio miracolo, non occorre essere religiosi per crederlo, meglio fare un calcolo statistico di quant’era improbabile che tutte queste caratteristiche si presentassero contemporaneamente.

Dal protozoo l’evoluzione portò alla nascita di molte forme di vita, strettamente legate l’una all’altra, fino alla creazione della catena alimentare che causa la dipendenza di un animale o vegetale da un altro. Per lunghissime ere il mondo vivente, ormai popolato da molte razze, rimase equilibrato: nessuna specie animale prendeva il sopravvento tanto da dominare il mondo e il miracolo della vita continuava, solidamente ancorato alle sue leggi imparziali. Un giorno però un nuovo animale vide la luce del Sole: era l’homo sapiens sapiens. Non era dotato degli artigli di una tigre, né delle zanne di un lupo o della vista di un’aquila. Le sue armi rivoluzionarie erano l’intelligenza, cioè la capacità di conoscere e capire, e la manifattura, l’agilissimo dominio degli arti superiori, capaci di costruire in modo molto vario. Unica al mondo, questa razza ne divenne presto la dominatrice, stato di cui gode tuttora. Da allora quell’equilibrio imparziale che autoregolava il mondo si incrinò a favore dell’essere umano, da allora le altre specie viventi sono ad esso totalmente soggette. Questo delicato argomento viene spesso sottovalutato e tralasciato, ma non è un mistero che l’intero pianeta Terra sia alla mercé dell’uomo che lo sfrutta per il proprio benessere, applicando le tecnologie scoperte attraverso secoli di studio. Questo è un punto cruciale: la vita di un cavallo, un maiale, un’aquila, una pianta di limone, un fiume, un mare, un giacimento petrolifero, non dipende più soltanto dalle leggi intrinseche del mondo, o di Dio, che dir si voglia; la loro esistenza ora è nelle mani dell’essere umano. Il Mondo non soggiace più alle sole leggi divine, ma anche a quelle umane. Il Pianeta Terra non ha più solo 1 dio immanente che lo regola e lo muove da dentro, ora ha un nuovo dominatore esterno, una delle sue razze, che al vero dio si è voluta sostituire.

Ma l’essere umano non è un dio. Come ben spiega la mitologia greca, gli dèi punivano sempre chi tra i mortali osava paragonarsi a loro. Tacciato di hybris, il colpevole era destinato a sorti amare. Molta luce emana, ancora una volta, dal monito degli antichi Elleni.

Purtroppo, l’essere umano non è in grado di gestire l’enorme potere che ha ottenuto. Purtroppo, tanto potere e tanta conoscenza non fanno di lui un dio, capace come quello vero, di mantenere l’equilibrio. Accecato dal suo stesso potere e da una brama smodata di conseguirne sempre di più, l’uomo ha deciso di non ascoltare la propria coscienza, quando disperatamente essa cerca di salvarlo dalla distruzione del suo stesso mondo, dalle guerre e devastazioni e oppressioni di cui si è ignobilmente macchiato.

La grave mancanza dell’essere umano è l’incapacità di mantenere l’equilibrio che regola il mondo, base imprescindibile della vita. L’inquinamento del Pianeta Terra cresce, non si riesce a fermarlo. Le sciagure nucleari hanno aggravato ulteriormente questo problema. La centrale nucleare di Fukushima, costruita nel paese dalla miglior tecnologia al mondo, per quanto ben attrezzata, non lo era sufficientemente per far fronte a qualsiasi pericolo. Un principio fondamentale deve accompagnare l’applicazione tecnologica della scienza: il calcolo dei rischi. Purtroppo però, la carenza conoscitiva non è l’unica ragione dell’agonia ambientale del Pianeta: spesso a mancare è la stessa volontà di mettere mano al problema, sopraffatta dagli interessi economici. Il denaro, il dio più venerato del terzo millennio, è sicuramente uno dei più malvagi attentatori del delicato e magico equilibrio su cui si regge il Pianeta. La sua corrotta mano ha impedito di chiudere tante fabbriche inquinanti, di bandire le centrali nucleari, di imporre severe leggi che aiuterebbero il nostro pianeta a recuperare la salute di un tempo.

L’equilibrio è ciò che ha reso tutto possibile e l’uomo lo sta distruggendo. Ma se quello ambientale si è incrinato, in altri ambiti è addirittura inesistente. Non c’è equità tra uomini e altre specie viventi, basti pensare all’allevamento industriale che costringe molti animali ad una non-vita, ammassati e reclusi, dopati e poi triturati al solo scopo, occhio!, non di sfamare bocche umane, altrimenti l’Africa non sarebbe in ginocchio, ma di riempire le tasche di pochi. Chi si inginocchia per adorare il dio denaro, sul suo altare sacrifica per sempre la propria coscienza di essere umano, al punto di diventare insensibile di fronte alla tristezza negli occhi degli animali, tanto quanto in quelli dei suoi simili. Infatti l’equilibrio non manca solo tra uomo e animali, ma anche all’interno dello stesso mondo umano, in cui a pochi nababbi sfondati d’oro si contrappongono milioni di disperati che affogano nel fango. Potrebbe esserci molto più equilibrio, se solo si volesse, ma manca la buona volontà, è stata irrimediabilmente corrotta in chi detiene il potere. Denaro e potere hanno distrutto l’equilibrio che permetteva al mondo di esistere secondo le sue leggi imparziali. Ora le leggi sono sempre parziali, sempre abrogabili o derogabili se un potente lo richiede. Le regole non sono uguali per tutti, comanda il capitale.

Le tante ingiustizie che affliggono il mondo purtroppo non sono chiare alla popolazione del Pianeta Terra, o lo sono solo a pochi. Nonostante venga spesso criticato, il sistema politico non viene quasi mai rinnegato dalla gente che da secoli affida ad esso le proprie speranze. Ora però le cose sono cambiate rispetto al passato: anche un tempo il denaro poteva corrompere i governi, ma chi decideva alla fine era comunque il re o il capo di stato. Ora invece i politici sembrano essere solo burattini nelle mani dei grandi banchieri e imprenditori che detengono un potere talmente vasto da poter ricattare persino un presidente della repubblica. Molta gente crede ancora che un cambio di governo possa portare a vere svolte; è difficile per me avere la stessa fiducia, perché il giogo del capitale graverà sempre su qualsiasi governo di qualsiasi stato e lo porterà a favorire interessi individuali a scapito di quelli della popolazione che lo elegge.

A ciò bisogna aggiungere il ruolo determinante che giocano i mezzi di comunicazione di massa nella società contemporanea: essi sono un’arma di straordinaria importanza, perché hanno il potere di manipolare l’informazione e di conseguenza l’opinione pubblica. Anche la più meschina delle guerre di conquista può essere giustificata da falsi ideali di giustizia, può essere mascherata come una “missione di pace” contro un dittatore o un intervento antiterroristico. Se ad affermarlo sono tutti i giornali e le televisioni, un’informazione distorta viene ripetuta continuamente, con la chiara conseguenza di convincere lo spettatore medio di qualcosa che non è. Purtroppo si sa, mettere in piedi una televisione o un giornale non è cosa da 2 quattrini; chi può farlo è solo un imprenditore, qualcuno che già possiede ingenti capitali, qualcuno che alle logiche del denaro è familiare. Non sarà difficile per i grandi capitalisti del mondo controllare e manipolare le testate giornalistiche insieme al sistema politico. Di conseguenza il mondo del III millennio vive una situazione nuova rispetto al passato: la manipolazione dell’informazione di massa modifica la percezione degli eventi di attualità da parte del popolo che spesso non si rende conto dei tanti misfatti che, ben camuffati, avvengono sotto i suoi occhi quasi quotidianamente: dalla guerra presentata addirittura come il suo opposto, cioè missione di pace, alle leggi più antidemocratiche, giustificate con la necessità di far fronte alla crisi economica. Chi detiene il potere ha volutamente mescolato le carte, annebbiando la vista di molte persone e rendendole incapaci di capire quando ideali e valori fondamentali dell’essere umano vengono traditi senza scrupoli.

Questo blog nasce proprio con l’obbiettivo di rimarcare con forza quegli ideali fondamentali che permetterebbero l’esistenza di un mondo più giusto; sono valori che, ne sono convinto, la maggior parte dei lettori troverà di condividere pienamente. Si tratta di pilastri fondamentali dell’umanità, spesso legati a diritti inalienabili conquistati a fatica durante i secoli e che l’establishment ha vilmente intaccato o a volte barbaramente calpestato, protetto dal potere politico e camuffato dalle menzogne dei mass media. Voglio che questi concetti di base tornino ad essere chiari, perché la gente ritrovi coscienza di ciò che è sacro e indispensabile, e che sappia di conseguenza insorgere al momento giusto, quando questi valori vengono tralasciati in nome del dio denaro e dell’avidità di pochi. Lo desidero fortemente, perché credo che il miracolo che si chiama Terra, che ispira sentimenti di religioso rispetto, meriti di essere salvato dall’autodistruzione; lo desidero anche perché penso che una razza che è stata in grado di costruire le Piramidi, di volare nei cieli a tutta velocità, che ha creato i computer, i radar e altre macchine complicatissime, possa anche dotarsi di una società equa in cui nessuno sia schiavo della miseria. Sono pensieri razionali, no? Eppure bisogna aver fede, fede in questo mondo. Scienza e religione dicono la stessa cosa.

One Response to “Filosofia”

  1. Francesco Imbesi scrive:

    Bravo Andrea! Condivido pienamente l’articolo! Trovo che l’unico modo per cambiare le cose sia quello di trovare il modo di rendere l’informazione libera, imparziale ed accessibile a tutti. Con i media degli anni 80 come tv e radio, come giustamente hai detto non era possibile ma con Internet forse una via c’è.

    w la vita!

Leave a Reply

top