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Elezioni politiche, trionfa Grillo: è l’inizio di una nuova epoca?

Le elezioni politiche appena conclusesi hanno sorpreso veramente tutti. Il dato più inatteso è sicuramente quello riguardante il Movimento 5 Stelle, da poco sceso in campo, e capace di ottenere addirittura il 25% sia alla Camera che al Senato. Anche se le visite di Grillo riempivano le piazze italiane, anche se l’entusiasmo affiorava ovunque, prima delle elezioni ben pochi avrebbero potuto immaginare un successo di tali dimensioni: 2-3 punti percentuali in più e il Movimento avrebbe addirittura conquistato il Parlamento. Ma è difficile vedere questo risultato come una vittoria sfiorata, ha invece tutto il sapore di un trionfo.


In molti hanno reagito a questo risultato etichettandolo come “voto di protesta”. Beh, non ci sono dubbi che i sostenitori del Movimento 5 Stelle con il loro voto hanno voluto esprimere un forte disgusto verso la classe politica che per molti anni li ha ripetutamente delusi. Tuttavia ridurre il movimento alla sola protesta non è realistico. Molti giornalisti e politici accusano i grillini di esser più bravi a distruggere che a creare, di saper protestare, ma di non proporre idee alternative. Chi afferma questo non può o non vuole vedere che un movimento fatto di comuni cittadini e non di politici, con il suo successo elettorale, si è già reso autore di un passo storico. Per decenni i politici, eletti dal popolo per rappresentarlo, hanno fatto quello che volevano al governo, non mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale e favorendo se stessi, e in questo modo hanno escluso i cittadini dalle decisioni riguardanti il loro paese. I politici avevano il compito di rappresentare la volontà di tutti gli italiani, come vuole la democrazia, ma li hanno traditi. Il Movimento 5 Stelle, con la sua vittoria, farà sedere in parlamento i comuni cittadini di cui è formato. Sui 162 seggi conquistati sederanno persone comuni, non politici di professione. Dopo esser stati esclusi per decenni dall’amministrazione del proprio paese, i cittadini italiani approdano in Parlamento con l’obbiettivo di riconquistare il loro democratico diritto a decidere della sorte dell’Italia. Ecco perché queste elezioni rappresentano un evento storico: guidati dalle idee di Beppe Grillo, i cittadini italiani hanno fatto breccia nelle alte mura della politica, mura che hanno protetto gli interessi dei governanti e dei potenti per moltissimi anni senza che nessuno potesse neanche scalfirle.


Aver portato i cittadini in Parlamento non è solo protesta, è azione dirompente. Ma il Movimento 5 Stelle è fatto anche di molte idee. L’istituzione di una democrazia diretta basata su internet è il grande cavallo di battaglia dei grillini. Ciò porterebbe anche a una maggiore trasparenza e controllo sulla politica, per permettere che legalità e giustizia trionfino e non possano essere piegate dalla corruzione del denaro. Questi sono solo alcuni punti di un programma che non manca certo di proposte. Che il Movimento 5 Stelle rappresenti una grande novità è evidente anche dai dati apparsi sui giornali: i suoi 108 deputati e 54 senatori abbasseranno l’età media del Parlamento di oltre 10 anni, portandola a 48, la più bassa di tutta Europa. La percentuale femminile all’interno del partito è la più alta d’Italia, grande segno di democrazia; ma anche quanto a numero di laureati il M5S distacca gli altri partiti. Eppure in televisione i parlamentari grillini vengono dipinti come i più impreparati. Com’è possibile? Quest’accusa non sta in piedi, ha tutta l’aria di un maldestro tentativo di stigmatizzare un movimento diventato scomodo molto in fretta.

L'Atene classica fu un grande esempio di democrazia: i cittadini si riunivano nell'agorà e votavano. Decidevano insieme. In una realtà più grande come un paese moderno, internet può diventare la nuova piazza.

L’Atene classica fu un grande esempio di democrazia: i cittadini si riunivano nell’agorà e votavano. Decidevano insieme. In una realtà più grande come un paese moderno, internet può diventare la nuova piazza.


Della propria preparazione i parlamentari grillini non hanno motivo di preoccuparsi. La loro sfida è un’altra: ora che hanno sfondato le mura di Mordor, ora che sono entrati nel palazzo di Sauron, sapranno mantenere l’integrità che li ha portati così lontano? Le tentazioni dell’anello del potere, fatte di inciuci, compromessi e favori di un sistema infinitamente grande, possono essere fortissime. La vera sfida del Movimento 5 Stelle ora è quella di dimostrare onestà e coerenza con le proprie idee in un ambiente molto insidioso. Solo così potrà dimostrare che le accuse di populismo che ha subito non sono altro che calunnie. Gli italiani li guardano speranzosi. Non potrebbero sopportare un altro tradimento. Un primo e importante passo per i neo parlamentari grillini sarebbe quello di rinunciare ai privilegi che gli spettano. Manterranno fede ai loro principi?
E poi c’è la governabilità. I tanti detrattori di Grillo insistono sul tema, sottolineando che la sua ostinata indipendenza porterà allo stallo il paese; probabilmente insistono più del dovuto, però il problema è reale e non può essere ignorato. L’Italia ha bisogno di leggi, non di stagnare. Un’alleanza col PD non avrebbe senso, negherebbe gli stessi principi del movimento; ma una collaborazione sui punti comuni potrebbe portare molti benefici al paese. Anche per Bersani e per la sua coalizione questo rappresenta una grande sfida: in fondo il Movimento 5 Stelle incarna quegli ideali di uguaglianza, giustizia e democrazia che la sinistra dovrebbe portare avanti, ma che abbandonò molto tempo fa, perdendo la fiducia di milioni di elettori. La vera sfida del PD sarà recuperare quei principi e renderli una priorità, scavalcando le logiche di un sistema corrotto. Ardua impresa.


Viviamo un momento storico, siamo ad un crocevia. Molti sono i punti interrogativi e da essi dipende il futuro dell’Italia. Se arriveranno le risposte giuste, potrebbe veramente iniziare una nuova era di democrazia. Se questo vento di novità continuerà a soffiare con forza, potrà spazzar via le nubi della corruzione e della crisi e allora non solo il Parlamento, ma anche il cielo d’Italia sarà limpido e stellato.

6 Responses to “Elezioni politiche, trionfa Grillo: è l’inizio di una nuova epoca?”

  1. lucabernasconi scrive:

    Ciao Fiacca,

    Ho seguito queste ultime elezioni abbastanza attentamente, anche perchè avevo l’impressione che ci trovassimo ad un crocevia importante, ti dirò la mia.

    Un primo aspetto da considerare, e del quale non so dire quanti degli elettori del m5s fossero consci, è che hanno dato la loro preferenza ad un movimento che non esprimeva un candidato premier. Grillo non era candidato ne’ tantomeno candidabile, di conseguenza, se avessero vinto, chi sarebbe andato da Napolitano con il compito di formare il governo? Il movimento avrebbe dovuto esprimere un premier, cosa non preventivata all’origine. Io credo che questo dia bene la misura di quanto il successo, e con questo escludo che si possa parlare di mancata vittoria, fosse lontano dalle ambizioni del movimento, che ha raccolto di più di quanto lo stesso si aspettava.

    Un secondo aspetto su cui riflettere, connesso al primo, è che il movimento è basato su uno schema di democrazia assoluta, nel senso che non ci sono ranghi intermedi, non ci sono i quadri di partito: ci sono Grillo e Casaleggio che dirigono ma sotto sono tutti peones, ognuno vale uno, chi ha provato ad esprimere posizioni eterodosse è stato esautorato. Questo non sarà più possibile con gli eletti che si discostassero dalla dottrina del movimento. Una volta entrati in Parlamento saranno molto più liberi e molto più soli. Quale sarà il ruolo di Grillo, allora? In fondo lui è garante del movimento ma non potrà più controllare le singole persone come faceva prima. I grillini saranno costretti a crescere, a camminare con le proprie gambe, se del caso a sbagliare. Io mi auguro ovviamente che non tradiscano i propri ideali, ma sono certo che un po’ di turbolenze ci saranno. Questo non solo e non tanto perchè Roma corrompe anime da 3000 anni, ma anche perchè i meccanismi del parlamento, del funzionamento delle commissioni e dei vari organi sono molto complessi, i grillini sono neofiti assoluti, e le responsabilità che li attendono sono gravi.

    Il terzo ed ultimo aspetto che mi interessa toccare riguarda i contenuti del programma. Ci sono punti interessanti e lodevoli, tuttavia un po’ vaghi (riduzione dei costi della politica -come? di quanto? con quali effetti? …non tutti i costi sono un male)
    e ci sono posizioni che lasciano interdetti i più: un esempio è quello dell’uscita dall’euro. Infine ci sono posizioni assolutamente irrealizzabili con lo stato attuale dell’economia, oltrechè a volte del tutto campate per aria. Quando sento dire che lo spread è un invenzione, che si garantisce un salario di cittadinanza di 1000 euro per cittadino per tre anni… che dire? io resto interdetto. Purtroppo, ed è una considerazione molto amara, va osservato che in Italia (è una ricerca dell’ex ministro de mauro di cui ho il link: http://www.corriere.it/cultura/11_novembre_28/di-stefano-italiani-non-capiscono-la-lingua_103bb0fa-19a8-11e1-8452-a4403a89a63b.shtml) sette italiani su dieci non sanno formulare in italiano un pensiero che vada oltre i 160 caratteri di un sms. Questo comporta inevitabilmente una necessità di semplificazione del messaggio, che però scivola facilmente nella demagogia. Io non trovo altre parole per etichettare queste uscite riguardo, ad esempio, lo spread ed il reddito di cittadinanza e le accomuno a quella di Maroni che prometteva il 75% delle tasse in lombardia e a Berlusconi che prometteva il rimborso IMU.
    Di fronte all’ ignoranza che tocca i più è ovvio che contenuti complessi o vaghi per non dire ridicoli, come quello “smacchiamo il giaguaro” del PD ma anche “ricominciare a crescere” di Monti o “per un Italia più giusta” sempre del PD stentino ad affermarsi. Nessuno li capisce. La maggior parte delle persone non ha tempo o voglia o capacità di leggere più di 10 righe, è normale che un pensiero di 5 parole come quello di Maroni (si noti bene, irrealizzabile senza una riforma costituzionale) sembri la frase di uno statista.

    E’ uno scenario abbastanza avvilente, me ne rendo conto, ma questa è la realtà con la quale chiunque aspiri ad una maggioranza parlamentare si deve confrontare, grillo e berlusconi l’hanno capito, gli altri no.

    Ciao Fiacca,

    Buon weekend

    Berna

  2. Andrea Fiaccadori scrive:

    Ciao Berna,
    mi fa molto piacere leggere delle tue opinioni, molto ragionate, che sollevano punti importanti. Questo è il mio punto di vista:

    Il M5S non ha un leader politico. Ha evidentemente un leader morale, che sa dar voce a pensieri largamente condivisi all’interno del movimento. Ma Beppe Grillo si è presentato solo come un garante, perché uno degli obbiettivi principali prefissi è proprio quello di evitare che la carriera politica venga perseguita per scopi personali. Sicuramente l’assenza di un leader politico è qualcosa a cui non siamo abituati e lascia qualche punto interrogativo importante, anche se in passato conoscere il nome di chi avrebbe governato non ci ha salvato. Quindi forse ciò che più ci spiazza è la novità del meccanismo. Ricorda che lo scopo finale del movimento è affermare la democrazia diretta a scapito di quella rappresentativa, quindi puntare su un leader politico sarebbe senza senso.

    L’arrivo dei neo parlamentari stellati al governo e l’impatto del mondo reale sulle loro ideologie… beh, quello mi spaventa di più in effetti. Sono d’accordo con te che le insidie sono enormi, lo dico anche nell’articolo. Purtroppo la corruzione li potrebbe contaminare, tuttavia ha più senso sperare che rimangano integre persone nuove, estranee al sistema, cittadini comuni, piuttosto che politici di professione che nel sistema sono perfettamente integrati.

    L’ultimo dei tuoi punti invece non mi è chiaro: dici che i punti del M5S sono vaghi (e ci può stare) ma li paragoni a slogan di altri partiti come “ricominciare a crescere” o “per un’Italia più giusta” che sono altrettanto vaghi, se non ancor di più. Forse non ho colto il punto.

    In conclusione comunque voglio chiarire un punto: il mio articolo non ha l’intenzione di salutare la vittoria stellata come l’avvento della vera democrazia. E’ solo un inizio, ci sono molte speranze e poche certezze e da qui alla meta c’è di mezzo un mare burrascoso.
    Non so se il M5S potrà veramente portare il cambiamento che tutti auspichiamo, l’”onestà di moda”, per usare uno slogan del movimento. Per ora, comunque, ha realizzato un piccolo miracolo: portare cittadini comuni in Parlamento. Il Parlamento non è più monopolizzato dalla classe politica, ora c’è gente comune. Il mio articolo vuole sottolineare questa grandissima conquista, inaudita novità nella storia d’Italia. Sei d’accordo con me su questo?
    Il futuro rimane incerto, ora più che mai.

  3. lucabernasconi scrive:

    Ciao Fiacca,

    inizio dalle spiegazioni del terzo punto (ne avevo parlato anche con altre persone e credo di aver dato per scontato qualche passaggio).

    Quello che ho voluto tentare è un confronto fra slogan e contenuti del programma del M5S e quelli di altri partiti.

    La mia impressione è che, nella formulazione degli slogan, il M5S sia stato molto chiaro, un po’ come lo è stato Berlusconi, toccando punti molto cari alle tasche delle persone.

    “Reddito di Cittadinanza: 1000 euro al mese per tutti”
    “Abolizione dell’IMU”
    “Vaffanculo a tutti, tutti a casa”
    “75% per cento delle tasse in Lombardia”

    Sono slogan chiari, inequivocabili, che hanno il grosso pregio di parlare direttamente al cuore (e alle tasche) delle persone. Tuttavia non vengono poi adeguatamente approfonditi. Nella mia visione questo avviene per un motivo molto semplice: in quanto sono irrealizzabili.

    Al contrario slogan vaghi, meno diretti nel veicolare i contenuti, come ad esempio “ricominciare a crescere”, non lanciano una proposta concreta, che vorrebbe essere un colpo ad effetto, ma si pongono come sintesi di un contenuto complesso.

    La mia opinione, piuttosto avvilente, lo ammetto, è che questi slogan funzionino meno bene perchè la maggior parte delle persone (quei 7 su 10 dell’articolo che cito) non sa, non vuole, non può affrontare i contenuti complessi delle proposte formulate dal PD o da Monti. Quindi li accomuna, tout court, con la vecchia politica, con il furto di stato, con tutto quanto di peggio Roma ha saputo sfornare negli ultimi anni.

    Questo per chiarire il punto; riguardo al resto io sono certamente d’accordo che la situazione sia incertissima e sono anche convinto che è possibile che ci troviamo di fronte ad un grande cambiamento, che “da un lato attrae e dall’altro spaventa un po’”, per dirla con Elio. In ogni caso sono convinto che ne vedremo delle belle e sono curioso di assistere allo spettacolo che si profila.

    Quando parlavo della possibile corruzione degli animi dei neoparlamentari grillini, invece, non mi riferivo tanto ad una corruzione diretta, ma ad una edulcorazione dei contenuti e della portata rivoluzionaria delle proposte. Questo non credo avverrà perchè i grillini siano deboli, ma perchè sono alle prime armi e si confrontano con una struttura organizzativa molto complessa. Io mi auguro che le istanze innovative delle quali sono portatori siano accolte dal parlamento, ma il rischio grosso è che il parlamento assorba loro.

    Ti ricordi il detto: Grecia capta ferum victorem coepit? Ecco, temo possa avvenire un po’ questo: che adesso che hanno vinto con gran fanfara, la palude li possa lavorare ai fianchi e lentamente assorbire.

    Devo dire, in ogni caso che i partiti di ispirazione apolitica e, per cosi dire, civica, non sono una novità assoluta: ricordo il Partito dell’Uomo Qualunque, che era rappresentato nella costituente ed altri che si sono succeduti, uno su tutti l’italia dei Valori di A. Di Pietro. Purtroppo, almeno quest’ultimo è finito malino…

    Io spero davvero che al M5S vada un po’ meglio, se non altro perchè ho l’impressione che o adesso o mai più!

    Ciao Fiacca,

    a presto!

  4. lucabernasconi scrive:

    Ciao Fiacca,

    aggiungo qualche considerazione di queste ultime ore, riguardo ai concetti di responsabilità e rispetto delle istituzioni.

    Innanzitutto direi che il fatto che gli eletti siano giunti alle istituzioni attraverso un metodo democratico, legittima quel metodo e quelle istituzioni che li hanno portati al potere. Come dire: hai giocato secondo le regole, ora ci sei dentro come gli altri.

    Puoi avere l’occasione di cambiare le regole, però, in un certo senso, fai parte del sistema, e come tale, che ti piaccia o meno, hai delle responsabilità.

    Una delle responsabilità da considerare, oltre al mandato che gli elettori ti hanno genericamente affidato, è la tranquillità dei mercati finanziari internazionali. Questo è un tema che al M5S non è molto caro, viene spesso tacciato di essere argomento da banchieri, si sente dire che abbiamo vissuto a lungo senza pensare allo spread e che possiamo andare avanti così per cent’anni ancora, che possiamo non pagare i nostri debiti etc.

    Ora, per carità, nella fantapolitica fantaeconomica da piazza è tutto possibile, però uno stato è come un’impresa, per fare le cose ha bisogno di finanziarsi. Dove prende i soldi uno stato se non sui mercati internazionali? E come si può pensare che per uno stato sia la stessa cosa pagare il 3% all’anno di interessi sul proprio debito invece che il 5% o il 7%? La differenza in interessi sul debito pagati dallo stato italiano ai sottoscrittori dei propri titoli è di grande importanza rispetto alla stabilità delle finanze pubbliche e della possibilità concreta di mettere in atto iniziative che possano migliorare la vita delle persone.
    nel primo trimestre del 2013 l’italia si sta finanziando per 21 miliardi di euro, ora, pagare su questa somma il 3% di interessi o il 5% fa la bella differenza di 420 millioni di € all’anno.
    Ti rendi conto di quante strade, case, stipendi di insegnanti, e ospedali ci possono stare dentro?
    Quando sento dire che del nostro debito ce ne possiamo fregare, io mi chiedo: ma questo a chi crede di parlare?

    E quindi si capisce che votare o non votare una fiducia, fare o non fare una certa dichiarazione, sposta di parecchio la considerazione che all’estero hanno di noi ed ha delle ripercussioni importanti sulla vita quotidiana di un paese.

    Io ho l’impressione che si stia scherzando col fuoco.

    Con questo vorrei anche evidenziare un grosso rischio cui vanno incontro gli eletti del M5S: è il rischio tipico di tutti i rivoluzionari, quello di chi ti dice: hai voluto la bicicletta? pedala! Ora che sono stati eletti come i più puri fra i puri ed hanno numeri importanti, ogni cosa che andrà storta gli sarà addebitata. Non che questo sia giusto, ma funziona così, ne sa qualcosa chi ha governato per gli ultimi vent’anni. Quando sei al potere sei responsabile, che tu lo voglia o no. In questo caso ci sarà poi molta malafede da parte di chi non ha nessuna intenzione di fare le cose per bene, ed attende solo un capro espiatorio a cui dare la colpa.
    Allora quali strade si apriranno? Ne vedo almeno due: potrebbero iniziare le giustificazioni, che li farebbero assomigliare a chi li ha preceduti; potrebbe aumentare la chiusura verso i media ritenuti colpevoli del dissenso, rischiando però così parecchio sul fronte della trasparenza del movimento stesso.

    Insomma, la via è impervia, non per questo meno interessante da osservare, tuttavia!

    Ciao!

    A presto

    Luca

  5. Andrea Fiaccadori scrive:

    Ok, il punto sugli slogan ora è chiaro. Devo dire che personalmente gli slogan vari che inneggiano a giustizia e rilancio economico non mi piacciono proprio perché sono troppo vaghi: come si potrà poi controllare che i politici che han promesso una ripresa economica l’hanno veramente raggiunta? Slogan così vaghi devastano il principio di trasparenza che il M5S porta avanti come cavallo di battaglia. Non credo che la gente non li capisca, ma li associa alla vecchia politica che in effetti ne ha sempre abusato. Gli slogan di Grillo o Berlusconi arrivano alla gente, è un pregio, a meno che non siano irrealizzabili e vengano usati per prendere in giro gli elettori. La trasparenza è fondamentale, istituire una forma di controllo per poter affermare con dati matematici se queste promesse sono state mantenute o no. Se erano veramente irrealizzabili, la trasparenza li smaschererà. È un principio fondamentale per una politica onesta.

    Passando all’altro punto centrale di cui scrivi: l’economia, pur con la realtà che esprime, molto spesso sfrutta certi punti come lo spread per tirare i suoi cagnolini dal guinzaglio. Lo spread è un problema reale, non va negato. Ma un partito rivoluzionario ora non può votare la fiducia ad un partito lungamente criticato e tacciato di connivenza con il potere solo per tranquillizzare i mercati. Sarebbe un grosso tradimento verso gli elettori. La responsabilità del M5S, quella vera, è di fare il bene dell’Italia e resistere ora a certe pressioni potrebbe portare più avanti ad un bene infinitamente maggiore: l’inizio del nuovo corso. Credo che sia in questi termini che ragiona il movimento.
    Vedremo cosa succederà, sono molto curioso.

  6. lucabernasconi scrive:

    Ciao Fiaccca,

    sono quasi passati i primi 100 giorni dalle elezioni, come vedi la situazione in Italia?

    Ne sono successe di cose: lo sfascio del pd sulla mancata elezione di prodi, il ritorno con sgridata di Napolitano, il governo delle larghe intese (o dell’inciucione) il calo del m5S alle amministrative (secondo me del tutto fisiologico)…

    Chissà cosa arriverà ancora?!

    Ciao!

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