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14 N – L’Europa scende in piazza

I governi europei continuano con la loro linea di impunità alle banche e di austerità verso i cittadini: il risultato? Dilaga il malcontento tra la gente. Il 14 novembre in Europa è stata la giornata di uno sciopero organizzato parallelamente in vari paesi e contemporaneamente ha luogo la più ampia manifestazione internazionale di sempre, con cifre da record in Spagna dove si sfiora il milione di persone. Ma dall’alto non si ascolta, l’unica risposta è la repressione della polizia.

 

BARCELLONA – 14 novembre 2012. Verso le 6 di sera le strade della capitale catalana strabordano di gente. Un fiume ininterrotto di persone inonda tutta Passeig de Gràcia, riempie la Piazza di Catalogna, cuore della città, e dilaga in altri importanti viali come la Diagonal. Ovunque sventolano striscioni con slogan che inneggiano alla giustizia sociale, che reclamano la responsabilità delle banche e che lamentano l’ingiustizia dei tagli alla sanità e all’istruzione pubblica. “Questa non è una crisi, è una truffa” è la frase più ricorrente. E come Barcellona, così Madrid, Valencia e molte altre città spagnole sono invase dalla protesta popolare. Anche nel resto d’Europa, specialmente nel Sud, la gente manifesta in strada il proprio dissenso verso la linea politica che vige nel Vecchio Continente. Le cifre non sono esorbitanti come in Spagna, ma anche molte città italiane, portoghesi e greche esprimono la propria disapprovazione. Roma, Milano, Torino, Napoli, Ancona, Perugia, Palermo, Bologna, Firenze, Brescia, Padova, Bergamo, Parma sono solo alcune delle tante città che hanno visto riempirsi le loro strade in questa giornata di scioperi.

 

La protesta popolare non è indirizzata solamente ad alcuni aspetti della politica europea, ma critica l’intero sistema che si proclama egualitario e non lo è. La democrazia, infatti, prevede che le leggi siano uguali per tutti. Se la mia impresa fallisce, sarò io a pagare col mio patrimonio. Allo stesso modo, ora che le banche sono indebitate, dovrebbero essere loro a pagare col loro patrimonio. Un ragionamento logico e anche molto semplice. Ma gli stati europei, anziché applicare questo principio basilare, sanano i debiti delle banche col denaro pubblico, quello raccolto con le tasse dei cittadini. La scusa, o meglio, il ricatto, è che se cadono le banche crolla l’economia. Perché protesta la gente è fin troppo chiaro. Le leggi non sono affatto uguali per tutti. I ricchi e i potenti comandano. Della democrazia non rimane nemmeno l’ombra, eppure i politici la chiamano in causa in continuazione, come se fosse qualcosa a loro sacro, che non violerebbero mai. Se questo pretende di essere un sistema democratico, allora è evidente che fa acqua da tutte le parti.

Uno degli slogan della manifestazione di Barcellona recita: “Se paghiamo la loro corruzione, chi pagherà la nostra educazione?

Ma se ancora rimanesse a qualcuno qualche speranza che la democrazia venga rispettata, basterà studiare le reazioni dei governi alle manifestazioni popolari per capire che è solo un’illusione. In una democrazia diretta, tutti decidono dell’amministrazione pubblica. Nelle nostre “democrazie” rappresentative, invece, i cittadini cedono il loro potere amministrativo ai politici e l’unico modo che resta loro per influire sulle decisioni è quello di scendere in strada e manifestare la loro disapprovazione. In Spagna l’estate del 2011 vide una protesta ininterrotta che durò mesi, con l’occupazione stabile delle principali piazze del paese. L’impatto sull’opinione pubblica fu grande e quando nel novembre del 2011 il Partido Popular dell’attuale presidente Rajoy vinse le elezioni, uno dei suoi primi disegni di legge incluse la penalizzazione della resistenza pacifica. Occupazioni come quelle delle piazze durante il 2011, con la nuova legge, diventano illegali: la polizia può sgomberare la piazza senza bisogno di addurre alcun motivo e chi resiste, anche se lo fa pacificamente, commette un grave reato penale. Ecco come il nuovo governo risponde alla protesta popolare: impedendola. In una democrazia rappresentativa, in cui il potere decisionale che dovrebbe essere uguale per tutti i cittadini è, invece, in mano ai politici, quel briciolo di opinione che rimane alle persone comuni risiede nel diritto di manifestare, un diritto che la nuova legge Rajoy vuole smantellare. (sulla legge in questione vedi il link in fondo all’articolo)

Sportello de “La Caixa”, la banca più potente di Barcellona. Le banche, che non pagano i loro debiti, sfrattano la gente da casa con la forza, mostrandosi intransigenti. I manifestanti li chiamano “assassini”

L’impunità alle grandi banche è già di per sé la negazione dell’uguaglianza. Leggi come quella del governo Rajoy sono un’ulteriore beffa alla parità di diritti. Ma se ciò non bastasse, gli avvenimenti delle manifestazioni di ieri ne sono la controprova: la polizia ha represso duramente in tutti gli stati d’Europa. Manifestanti violenti? È così che si giustifica il governo. È strano, però, perché ieri per le vie di Barcellona si respirava un’atmosfera serena e rilassata, ovunque si vedevano persone dall’aria totalmente pacifica ed episodi di violenza o vandalismo parevano lontani anni luce. Unica eccezione sono alcune scritte accusatorie sulle vetrine delle banche. Ma improvvisamente la gente tranquilla e sorridente del corteo inizia a correre, impaurita dall’avanzata della polizia. Ed è panico totale. La Via Laietana è percorsa da camionette della polizia che viaggiano a tutta velocità e che si fermano a pochi metri dalle persone. Scendono gli agenti ed avanzano frenetici per colpire non si sa bene chi. “Quei manifestanti incivili che bruciano i bidoni” insistono i politici. E la paura dilaga. I tantissimi manifestanti pacifici improvvisamente rischiano manganellate o peggio di perdere un occhio per lo sparo di una pistola, come purtroppo già successo. La paura si divora il diritto di manifestare.

In occasione del triste episodio di Madrid Arena, i dati ufficiali del governo dichiararono 20.000 persone. Nella manifestazione di ieri 35.000. Ma le foto dall’alto smentiscono clamorosamente una menzogna gigante.

In televisione il tutto viene spiegato come un’intervento delle forze dell’ordine per proteggere i cittadini dai teppisti. Ma credere a questa versione dei fatti è sempre meno facile. I mass media stanno perdendo credibilità. Molti giornali spagnoli ora descrivono la manifestazione come fallimentare. Solo alcuni, come el Pais, ne riconoscono il successo. I dati ufficiali del governo parlano di 35.000 persone per le strade di Madrid. Impossibile, le riprese dall’alto indicano che la cifra è stata clamorosamente ridotta, di almeno 10 volte. Come credere, quindi, alla loro versione dei fatti? La nuova tecnologia sta giocando un ruolo determinante nella divulgazione della verità: le foto e i video ottenuti con le fotocamere digitali presenti su internet sono ottimi indizi sulla realtà delle cose. Durante le manifestazioni di ieri, un ragazzino di 13 anni è stato duramente aggredito dalla polizia. Era accompagnato da 2 donne adulte, non sembrava proprio una banda di teppistelli. Una ragazza al suo fianco protesta contro gli agenti che per tutta risposta colpiscono anche lei (vedi il video nel link in fondo all’articolo). A Lisbona ieri son state colpite anche persone sulla sedia a rotelle. Davanti a queste immagini come si può ancora sostenere che la polizia attacca solo i violenti? Pare molto più probabile che sia istruita ad attaccare tutti indiscriminatamente al solo scopo di incutere timore e dissuadere la gente dal manifestare. Anche perché, per lo meno a Barcellona, il corteo sembrava totalmente pacifico. Da dove sarebbero sbucati questi fantomatici violenti che richiedono una repressione? Molti credono ormai che questi violenti siano poliziotti in borghese che creano tafferugli per giustificare le cariche e il panico. In effetti gli unici gruppetti strani che si vedono in giro esibiscono tagli di capelli militari, corpi muscolosi e allenati, non proprio tipici del teppistello di quartiere. La presenza di agenti infiltrati nelle manifestazioni è molto più di un sospetto, come mostra un video presente su internet: un presunto manifestante violento viene caricato dalla polizia e grida “No! No! Sono un vostro compagno, sono un vostro compagno!” e l’attacco dei poliziotti cessa. (vedi il video nel link in fondo)

 

Questi video che girano su internet mostrano un quadro ben diverso da quello proposto dai mass media. Forse qualcuno vedendo questi filmati e foto potrebbe restare perplesso, anche per colpa del continuo gettare fumo sugli occhi da parte della TV. Se è difficile scegliere a chi credere, se trovare prove della verità risulta complicato, non ci resta che ragionare. Qual’è la teoria più plausibile?

Ricostruiamo la situazione:

il 14 novembre nelle strade delle città europee milioni di persone manifestano la loro opposizione a quello che considerano un furto da parte del potere. Questo potere viene messo in discussione. I cittadini vogliono abbattere i privilegi che questi politici e banchieri hanno strappato per se stessi con la preopotenza. Cosa faranno questi potenti di fronte alla manifestazione di massa? Staranno a guardare? Permetteranno ai giornalisti di affermare che milioni di persone insorgono contro l’ingiustizia rischiando così che la prossima volta scenda in piazza il doppio della gente? Permetteranno che le manifestazioni si svolgano in tranquillità e che la prossima volta anche famiglie con bambini si uniscano? Rinunceranno ai loro privilegi senza lottare? Impossibile! Faranno di tutto per mantenere i vantaggi che hanno usurpato alla democrazia, azzittendo i giornalisti e reprimendo i manifestanti. Se sarà necessario inviare infiltrati per creare il caos, lo faranno. Questo perché l’arma del popolo sono sempre stati i numeri e le ultime manifestazioni sfoggiano cifre spaventose. Il potere centrale ha paura, si, paura che crescano ancora. Per questo il governo di Rajoy ha deciso che nel 2013, durante l’austerità e i continui tagli al settore pubblico inevitabili “per salvare l’economia”, moltiplicherà per 13 i fondi destinati alla polizia. X 13!! Ma non c’è da risparmiare? Non dobbiamo sacrificarci tutti per recuperare il debito delle banche? A cosa serve una polizia 13 volte più grande? A mantenere la sicurezza dei cittadini? No. Gli servirà a mantenerli nella schiavitù. E per la democrazia ci sarà spazio solo in televisione.

 

 

LINK

La legge del governo Rajoy contro le manifestazioni

http://www.diarioinformacion.com/alicante/2012/04/09/reforma-penal-rajoy-convertira-actos-15-m-graves-delitos/1241732.html

Aggressione della polizia al tredicenne di Tarragona

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=tN35jaXk8yI

Poliziotto infiltrato picchiato per errore dai compagni

http://www.youtube.com/watch?v=PLG3Iums9dY

 

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